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lov 015 || Washer || Slint || Margherita Morotti

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Washer (8’ 50’’)

Slint – 1991

“Goodnight my love, remember me as you fall to sleep”. La notte – vibrante, strisciante – degli Slint ci accarezza con mani di carta vetrata, e graffia, dai tempi di Spiderland, il disco che contiene questa canzone, struggente. Ci sono canzoni che si ascoltano ripetutamente, volentieri, in occasioni diverse. Washer va ascoltata poco, e come si deve; ma quando succede, è magia. Pochi accordi, un arpeggio che parte e si interrompe e riprende nei quasi nove minuti del brano, una batteria che pulsa come un battito cardiaco rallentato. La breve carriera degli Slint (Brian McMahan, David Pajo, Britt Walford e Todd Brashear) racchiude il mistero di questo capolavoro, tenebre che colano dalle chitarre per una notte senza stelle. Come l’encefalogramma impazzito di un cuore saltellante, Washer alterna un tempo continuo – scandito da parole che vengono fuori come in una preghiera – a brevi esplosioni. Prima dell’ultima detonazione, chitarre che squarciano il velo della notte per illuminarla, McMahan dà l’impressione di inchinarsi, di avvicinarsi all’orecchio, e di sussurrare, piano: “Promise me the sun will rise again”.

 

Margherita Morotti

Margherita Morotti, Modena 1987. Frequenta il Liceo Classico e l’Istituto Europeo di Design a Milano, dove tutt’ora vive e lavora. Collabora con diverse aziende ed associazioni come illustratrice e grafica, ed è tra le fondatrici della rivista di illustrazione e narrativa critica Lucha Libre.

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