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lov 017 || Via con me || Paolo Conte || Caterina Ferrante

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Via con me (2’ 46’’)

Paolo Conte – 1981

Le atmosfere jazz e swing che dominano Paris Milonga, il quarto album di Paolo Conte, ex avvocato praticante, esplodono e convergono in Via con me, un motivo e un ritornello che hanno fatto la storia della musica italiana. Sempre con l’azzurro a farla da padrone – visto che azzurri sono i fiori e l’accappatoio descritti nella canzone. Con la sua voce calda, carica di sfumature e colori, e quel tocco di pianoforte riconoscibile come accade a pochi altri artisti, Paolo Conte tende sempre a ricreare l’illusione di ritrovarsi in un qualche locale dal soffitto basso, luci soffuse, una coltre di fumo a mezz’aria, ai tavolini coppie in gessato che ascoltano in silenzio e applaudono solo alla fine. In Via con me convivono una malinconia esistenziale, una sorta di esorta­zione/preghiera dal sapore burbero e vagamente disperato (il ritornello è un imperativo) assieme a speranze di un futuro ricco di possibilità meravigliose (“It’s wonderful”). Solo a patto che lei accolga la richiesta di abbandonare la sua vita, alla quale “niente più la lega”. Di lì non si sa cosa possa accadere: l’ultima strofa, parla di “un amore buio, pieno di uomini”, ed è spiazzante e beffarda come i tocchi finali sui tasti del pianoforte.

 

Caterina Ferrante

Nasce in mezzo alle risaie del pavese nell’84. Si forma nel settore delle arti visive e del cinema laureandosi a Venezia, per poi frequentare la Scuola Internazionale di Comics di Roma.

Attualmente lavora come illustratrice freelance, prestando la penna grafica anche per storyboard e concept art.

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