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lov 020 || E la luna bussò || Loredana Bertè || Irene Rinaldi

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E la luna bussò (3’ 46’’)

Loredana Berté – 1979

È una storia di rifiuto e disperazione quella che canta Loredena Bertè (nel pieno della sua potenza vocale) in E la luna bussò. Fallimenti che si susseguono con un ritmo incalzante, reso ancora più evidente dal potente reggae che regge la base musicale. La protagonista/luna viene respinta prima dal buio della notte, poi allontanata dalla stanza di un appartamento, e ancora da un party che si sta svolgendo a base “di caviale e champagne”, fino all’ennesimo no ricevuto da un “cameriere”, in una discesa inarrestabile.

Nessuno sembra disposto ad accorgersi dei sentimenti della protagonista/luna, una ragazza che immaginiamo vagare per le strade come se avesse un grande cuore in mano (come nel video di Roger Sanchez, Another Chance), alla ricerca di qualcuno a cui elargirlo. C’è pace, almeno apparente, solo nel finale: “E allora giù, fra stracci e amore / dove è lusso la fortuna / c’è bisogno della luna”.

Scritta da Mario Lavezzi assieme ad Oscar Avogadro e Daniele Pace, la canzone venne inserita nell’album Bandaberté e fu un successo nell’estate del 1979. Evidentemente, anche per il forte legame emotivo tra la luna del testo e la storia della donna che la canta.

 

Irene Rinaldi

Irene Rinaldi (Yoirene) è nata a Roma dove, attualmente, vive e lavora.

Lavora come freelance per magazine italiani e internazionali tra cui l’Espresso e il New York Times e spesso collabora a progetti indipendenti di fanzines e autoproduzioni.

Appassionata di tecniche tipografiche di stampa parte determinante del suo lavoro è legato allo studio dell’incisione e della stampa artigianale, proponendo la sua personale interpretazione attraverso la creazione di stampe e miniedizioni interamente autoprodotte.

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