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lov 025 || Stranizza d’amuri || Franco Battiato || Viola Niccolai

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Stranizza d’amuri (5’ 11’’)

Franco Battiato – 1979

 

Questa canzone scritta e cantata da Franco Battiato in dialetto catanese è ambientata nel vallone di Scammacca, alle pendici del gigantesco vulcano Etna, probabilmente nei giorni della guerra (“Ccu tuttu ca fora si mori”, “con tutto che fuori si muore”). Sono i luoghi dell’infanzia del cantautore siciliano, nato nel ’45, a Guerra Mondiale appena finita. Echi nostalgici di un’epoca lontana s’affacciano nella primissima strofa, mentre il resto della canzone verte tutto su una sensazione. Ecco, si può dire che Stranizza d’amuri (chiude il lato B dell’album L’era del cinghiale bianco) sia la meravigliosa (e poetica) descrizione di una sensazione. Di un feeling indecifrabile e apparentemente assurdo: là fuori si muore, intorno a noi è tutta una desolazione, ma quando t’incontro per strada avverto questa cosa qui, questa “stranezza” (”’na scossa ‘ndo cori”, “una scossa al cuore”) che chiamiamo amore. E succede sempre, ogni volta.

Nel formidabile repertorio di Battiato, Stranizza d’amuri occupa un posto speciale nel cuore dei fan: Carmen Consoli, catanese come Battiato, ne ha inciso una versione ugualmente potente, come a fornire il controcanto femminile della storia.

 

Viola Niccolai

Viola Niccolai è nata sul Monte Amiata (Gr) nel 1986.

Ha frequentato pittura all’Accademia di Belle arti di Firenze e il biennio specialistico di illustrazione a Bologna. Nel 2012 è stata selezionata alla Mostra Illustratori della Fiera del libro di Bologna e nel 2014 a Ilustrarte, biennale di illustrazione portoghese. A settembre 2014 è uscito il suo primo albo illustrato, La volpe e il polledrino, testo di Antonio Gramsci, edizioni Topipipttori.

cargocollective.com/violaniccolai
behance.net/violaniccolai
violaniccolai.tumblr.com

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