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lov 026 || Black || Pearl Jam || Alberto Becherini

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Black (5’ 45’’)

Pearl Jam – 1991

“Questa canzone parla della perdita”, ha detto Eddie Vedder di Black, la canzone che non sarebbe mai dovuta diventare un singolo, “perché è fatta di emozioni troppo intime”. Ma fu subito un classico, forse proprio perché l’intimità sentimentale di cui parla questa canzone è talmente sincera e diretta da risultare universale. Il pezzo centrale di Ten, l’album dei Pearl Jam che mise la band di Seattle sulla bocca di tutti, al principio degli anni Novanta, è una lunga e dolente ballata rock, venata di chitarre che lacerano il brano come ferite, mentre il canto di Eddie Vedder esprime tutta la sofferenza possibile. Quando intona il verso centrale “And now my bitter hands chafe beneath the clouds/Of what was everything/Oh, the pictures have all been washed in black, tattoed everything”, la voce del cantante dei Pearl Jam sembra avere un’impennata improvvisa: Vedder si chiude in se stesso e subito dopo rilascia fuori quello che ha trovato. “So che un giorno sarai la stella nel cielo di qualcun altro; ma perché non può essere il mio?”. E poi Stone Gossard si lascia andare a un assolo di chitarra finale che sembra essere un ultimo disperato tentativo di risalire su quel cielo.

 

Alberto Becherini

Alberto Becherini è un illustratore che ha iniziato la sua esperienza di lavoro con gruppi internazionali e brand di abbigliamento. La maggior parte del suo lavoro è influenzato dall’immaginario del suo background musicale ed ispirato ai cartoni animati e la pubblicità degli anni 40/50, la pop art e i poster dei concerti. I progetti di AB vanno dalle illustrazioni per merchandising alle copertine degli album passando per poster, flyer, copertine di riviste e illustrazioni per tavole da skateboard.

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