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lov 104 || I love you || Black Flag || Giulia Brachi

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I love you – 3:26
Black Flag – 1983

È dal 1976 che I Black Flag muovono i primi passi nella costruzione di una carriera da leggenda: si formano nell’hinterland di Los Angeles e due anni dopo, non senza qualche vicissitudine, riescono a pubblicare un primo EP. Sono trascorsi quarant’anni e i Black Flag restano ancora IL gruppo hardcore per definizione, tra cambi di formazione e ritorni sulla cena, sempre intorno al chitarrista Greg Ginn – e per inciso: in My war, il secondo disco della band californiana in cui è contenuta I love you, Ginn suona sia chitarra che basso. Affilata e tagliente come una lama, I love you (scritta da Chuck Dukowski) è quella che si definisce una murder ballad, racconta un amore violento destinato a finire nel sangue. Le scorribande alla chitarra di Ginn ricalcano perfettamente i turbamenti profondi di una mente che si fa criminale, un crescendo di pensieri omicidi che aumentano fino a far sì che il protagonista della storia imbracci un coltello per annullare un amore diventato ossessivo. I love you, canta intanto Ginn, mentre si consuma il delitto. Quello che scorre, però, è il suono torrenziale dei Black Flag.

Giulia Brachi, nome in codice “SGU”.
Classe 1992, nata e cresciuta in Toscana, a Prato precisamente.
Da sempre amante del disegno, frequenta prima l’Istituto d’Arte di Pistoia,
laureandosi poi in grafica e comunicazione visiva presso l’Accademia Italiana di Firenze.
Attualmente lavora come grafica e illustratrice freelance.

www.behance.net/BrachiGiulia

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