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lov 140 || Accident Prone || Jawbreaker || Manuele Altieri

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lov 140
Accident Prone (6’ 14’’) Jawbreaker – 1995

Era da poco morto Kurt Cobain e le major discografiche si tuffarono immediatamente nel sottobosco indipendente americano a caccia dei nuovi Nirvana. Che la formula trio+punk+pop era stata oltremodo proficua. I primi a essere catturati furono i Green Day e tutto filò abbastanza liscio. Andò peggio ai Jawbreaker, band capostipite della scena emocore statunitense che dopo tre album indipendenti non resistette alle avance della Geffen. Nacque così il loro quarto e “ultimo” disco Dear You. Sembra un cliché, ma quando sei troppo puro è difficile sopravvivvere alle critiche e alle pressioni. E i Jawbreaker implosero subito. Dear You non raggiunse mai il successo sperato. Oggi, paradossalmente, è considerato un capolavoro alla stregua dei loro lavori precedenti. Fosse anche solo per la perla che più di tutte le altre riluce nella tracklist: Accident Prone. Arpeggi struggenti, malinconia, detonazioni elettriche improvvise e una lirica ispiritassima che racconta una disperata storia d’amore intrisa di un romanticismo commovente. Non a caso il cantante/chitarrista Blake Schwarzenbach è considerato a ragione il Morrissey punk. Un testo da tatuarsi sul cuore.

Manuele Altieri
Manuele Altieri è nato ad Eboli. Lavora come illustratore e grafico, ha vissuto a Perugia per un po’ di anni, per poi tornare a vivere tra il verde della collina e il blu del mare a pochi minuti. Suona male la chitarra in vari gruppi, ha un’etichetta indipendente che si chiama LaFine e un cane di nome Alice.

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